Capire le cose strane di Javascript con Il piccolo libro di Javascript

Javascript, questo strano e potente linguaggio di scripting che sta nei nostri browser ormai dall’avvento del web, sta rivoluzionando ancora una volta il modo con cui possiamo usare ed interagire con il web stesso.

Basta pensare alle applicazioni che usiamo tutti i giorni e che, senza che ce ne rendiamo nemmeno conto, fanno cose inimmaginabili solo fino a qualche anno fa. Una volta caricata la pagina web possiamo interagire con il sito e cambiare lo stato dell’applicazione stessa senza dover ricaricare o essere reindirizzati verso un’altra pagina, aggiungervi contenuti e nuovi dati, cancellarli, modificarli, interagire con altre persone in modo simultaneo all’interno della pagina e così via.

Tutto questo grazie al nostro amico Javascript che, come fosse un’assistente, ci aiuta nella comunicazione tra il browser ed il sever.

Ma non sono state sempre rose e fiori. Agli inizi il suo ruolo era relegato all’interazione di base con l’utente ed era usato principalmente del tipo “se succede questo, allora fai quello”, si potevano creare animazioni d’effetto (per i tempi) e magari rovinare la vita ad un “webmaster” dato che ogni browser decideva a modo suo come interpretare quelle istruzioni.

I tempi sono cambiati, e Javascript è diventato un linguaggio tanto solido quanto standardizzato, al punto che negli ultimi anni si è registrata una vera e propria esplosione di creatività tra gli sviluppatori, anche grazie all’adozione di ES6, la comparsa di strumenti come Node.js, npm e una miriade di pacchetti e tool che formano un’ecosistema sterminato.

Ecco, nel 2019 non si può più ignorare Javascript.

Il mondo di Javascript, come del resto il web in generale, è in continua evoluzione e progredisce ad un ritmo impressionante. Se da un lato oggi abbiamo un’incredibile varietà di strumenti a nostra disposizione e possiamo creare praticamente tutto quello che ci viene in mente, dall’altra riuscire a padroneggiare e far proprio un linguaggio vasto come Javascript non è da poco e richiede molto impegno. La curva di apprendimento è molto alta per un principiante e stare al passo con le novità non è sempre semplice anche per i più esperti.

Sia per chi proviene da altri linguaggi che per chi programma per la prima volta, arriva un punto in cui necessariamente si incontrano “cose strane”.

Per esempio: perché ‘1’ + 1 da come risultato 11? Oppure, perché ‘1’ === 1 restituisce false? Ma se hai appena assegnato a this qualcosa, allora perché continua ad essere Undefined? Stiamo sfidando la matematica e la logica?

Lo spiega Valentino Gagliardi nel suo ebook “Il piccolo libro di Javascript” con sottotitolo eloquente: “Tutto quello che dovresti sapere su Javascript (ma che non hai mai osato chiedere)”.

Valentino è un esperto trainer e conoscitore di Javascript ed è impegnato da anni nel divulgare e far comprendere a tecnici e sviluppatori l’essenza di questo linguaggio. Nel suo libro, Valentino, entra nel dettaglio e spiega in modo molto semplice e diretto molte di quelle che lui definisce le “parti strane” e che strane lo sono per davvero.

Molto interessanti sono il capitolo su come funzionano i motori Javascript che permettono l’esecuzione del nostro codice e come viene gestita la Call Stack, il capitolo sulle Closures, la Prototype Chain e l’eterno e famigerato this.

Valentino ci mostra anche molti esempi pratici, scritti in ES6, con cui possiamo manipolare il DOM e usare Javascript nel mondo reale.

Il piccolo libro di Javascript non pretende di essere un manuale esaustivo e completo sul linguaggio, ma bensì una guida per principianti ed esperti da tenere sempre a portata di mano che spiega le trappole e le insidie in cui può cadere uno sviluppatore.

Il libro è completato da molti esempi di codice spiegati passo passo e da utilissime domande alla fine di ogni capitolo con cui mettere alla prova le conoscenze acquisite e, soprattutto, è in italiano.

Puoi trovare Il piccolo libro di Javascript su LeanPub.

 

Il Piccolo Libro di Javascript